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Disfunzioni sessuali nei pazienti con ipertiroidismo e ipotiroidismo

Posted by admin on 07 Feb 2008 | Tagged as: eiaculazione precoce

Degli studi effettuati presso l’Università dell’Aquila circa la prevalenza di disfunzioni su soggetti affetti da ipertiroidismo e ipotiroidismo, hanno raggiunto alcune soddisfacenti risoluzioni attraverso la normalizzazione dei livelli degli ormoni tiroidei.

Queste due malattie possono incidere pesantemente nelle attività sessuali, sia meccanicamente nell’erezione, sia nell’eiaculazione precoce.
Dopo la normalizzazione dell’ormone tiroideo, la prevalenza di eiaculazione precoce è scesa dal 50% al 15% . Per gli uomini ipotiroidei il tempo di latenza dell’eiaculazione (disfunzioni di eiaculazione ritardata) è sceso da 27 min a 7,4 min.

Questi studi sono un passo in avanti circa l’aspetto fisiologico di alcuni soggetti. Va comunque considerato il fatto che tali problemi spesso vengono accompagnati da altri problemi a carattere psicologico. In questi casi il trattamento medico andrebbe accompagnato da uno di tipo psicologico.

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L’inventiva è un requisito fondamentale

Posted by admin on 07 Feb 2008 | Tagged as: tecniche sessuali

L’inventiva è un requisito fondamentale per adattarsi al problema dell’ eiaculazione precoce. L’alternativa è quella di arrivare al culmine del rapporto per poi cominciare la penetrazione. Oltre ad assicurare un piacere per entrambi, potrà rivelarsi come un primo passo verso un acquisizione di controllo del rapporto sessuale.

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Quali alternative per una coppia ?

Posted by admin on 07 Feb 2008 | Tagged as: eiaculazione precoce

La penetrazione non è l’unica via per raggiungere il piacere sessuale in una coppia consolidata. La sensualità può essere messa al servizio della sessualità; carezze, comunemente chiamate preliminari, possono diventare il fulcro della sessualità senza una penetrazione. L’orgasmo può essere raggiunto assicurando in più una complicità maggiore e un modo di arrivare al piacere quantomeno differente. Molte coppie decidono di arrivare a questa alternativa per poter preservare l’armonia di coppia.

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L’eiaculazione precoce: Quali conseguenze nelle relazioni?

Posted by admin on 07 Feb 2008 | Tagged as: eiaculazione precoce

Paura di deludere?

Questo disturbo può avere dei risvolti nella vita relazionale e soprattutto di coppia. Il problema è soprattutto storicamente recente, non perché non esistesse prima, ma per le trasformazioni sociali avvenute nel secolo scorso. I diritti legittimi della donna e soprattutto la piena autonomia della donna nella società hanno permesso di discutere circa il piacere sessuale femminile.

Se anche percepito nella coppia l’eiaculazione precoce del partner veniva costituiva un problema silenzioso della coppia. Ma i tempi cambiano… La società spesso obbliga gli uomini a comportarsi da vero macho latino, dove il tenere sotto controllo le situazioni è uno dei fondamentali requisiti. Nel momento della defaillance  sessuale l’uomo sente frantumarsi lo status acquisito. L’essere comparati a relazioni precedenti dalla propria partner aumenta la sensazione di frustrazione e il desiderio di fare meglio. In realtà sono tra i fattori psicologici che possono influire sulla prestazione. La sessualità in questo caso viene vissuta come un azione meccanica che può destabilizzare la coppia e noi stessi.

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Perché l’uomo può avere un eiaculazione precoce?

Posted by admin on 07 Feb 2008 | Tagged as: eiaculazione precoce

Esistono uomini con una sensibilità più accentuata che altri, ma la causa non va cercata principalmente nel momento culminante, quanto nel controllo dell’eccitazione. Considerandola come un crescendo che si evolve in un determinato spazio di tempo, le sensazioni premonitrici dell’orgasmo, che sono alla base del controllo, possono non essere percepite da alcuni individui.Le cause possono essere varie ma ancora non si riesce a dare una risposta definitiva tra cause  psicologiche e cause fisiologiche.

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L’eiaculazione precoce: riconoscerla per affrontarla

Posted by admin on 07 Feb 2008 | Tagged as: eiaculazione precoce

L’eiaculazione precoce è un disturbo di cui difficilmente si parla, pertanto tra il 30% e il 40% degli uomini lamentano questo problema. Vediamone insieme le cause e le sue implicazioni nella vita di tutti i giorni. Parliamo di eiaculazione prematura quando l’eiaculazione arriva troppo velocemente, indipendentemente dal fatto che avvenga prima della penetrazione o dopo alcuni minuti. La mancanza di controllo è difatti il problema da affrontare.Parliamo di eiaculazione precoce quando l’orgasmo viene raggiunto in maniera irriflessa, senza volontà da parte nostra, quando l’attività sessuale raggiunge una certa intensità. Tuttavia non possiamo parlare di una vera e propria malattia; l’attività sessuale è prima di tutto un azione riproduttiva, dunque stiamo facendo il nostro dovere sotto questo aspetto! Ma bisogna considerare il fatto che l’uomo vive in relazione agli altri e soprattutto il sesso viene vissuto soprattutto come relazione di coppia. La relazione sessuale mira al proprio piacere e a quello del partner. Bisogna fare una distinzione tra tipo primario e secondario di questo problema:-         Primario se è sempre stato presente nella sessualità dell’uomo-         Secondario se è subentrato dopo un periodo di normale attività sessuale La distinzione non è sempre evidente in quanto vi sono casi in cui per lunghi periodi tutto sembra funzionare per il meglio, visto che il momento di massimo piacere non subentra troppo rapidamente. Il meccanismo di sincronia può venire meno e a questo punto l’eiaculazione precoce sarà più evidente anche se in realtà esisteva già nell’individuo. Bisogna comunque sapere che una grande maggioranza di uomini risultano aver avuto un eiaculazione precoce durante il primo rapporto sessuale. Col passare dei rapporti l’esperienza aumenta il controllo dello stimolo, ma non per tutti la cosa sembra risolversi cosi facilmente.

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Il rapporto tra LUI e LUI

Posted by admin on 03 Feb 2008 | Tagged as: tecniche sessuali

Lui e il suo piacere. Se ne parla poco. Come se per gli uomini eccitazione e orgasmo fossero quasi automatici. Come se non avessero problemi, perchè il loro organo sessuale, al contrario di quello femminile, “funziona” sempre. E comunque.

In realtà “lui” è molto più fragile di quanto si pensi. Il pene non è un ariete o uno stantuffo costruito per provocare l’orgasmo della partner. Non è un organo da scrollare finchè l’eiaculazione non sia arrivata. E’ una zona erogena degna di carezze e amante della tenerezza.

Questo è il punto di partenza del viaggio intorno al sesso maschile.

Per cominciare, pensiamo all’imbarazzo quando “lui” ha voglia e non fa nulla per nasconderlo, oppure quando “lui” si rifiuta, non collabora. Se a questo aggiungiamo che le donne hanno acquisito più sicurezza sulla loro sessualità, capiremo perchè il rapporto che gli uomini hano con il oro sesso non è sempre così sereno.

 

Spesso le ansie da prestazione compromettono il piacere e diventano un problema della coppia.

Vediamo le più frequenti.

 

Sarà troppo piccolo?

La paura che il pene non sia abbastanza grande è una fissazione che, secondo le statistiche, colpisce circa la metà degli italiani, convinti che le dimensioni siano il segreto per portare la partner al piacere. Ma non è così. In realtà, la parte interna della vaginaa, vicina al collo dell’utero, ha poche terminazioni nervose: una maggiore sensibilità, infatti, renderebbe il parto insopportabile. L’orgasmo femminile viene raggiunto con una penetrazione minima e questo spiega perchè le dimensioni del pene non siano cosi importanti. Sè lui, comunque, ha il complesso della misura, lei può confortarlo, ma deve adattare la tecnica giusta. Il silenzio è meglio di certe paroline dolci che possono sembrare ironiche. Rassicurazioni, frasi di solidarietà, atteggiamenti da crocerossina accentuano il problema. Lo si può aiutare anche migliorando il tono dei muscoli che circonda la vagina:

provare a contrarlo ritmicamente, più volte al giorno. E’ una tecnica in voga da secoli tra le donne giapponesi e coreane.

 

Veloce ma quanto?

La durata media italiana di un rapporto sessuale, preliminari inclusi, è di

17 minuti, quella degli americani si aggira sui 25, in oriente è di 5 minuti. Gli occidentali stanno riscoprendo la lentezza, ma il desiderio di prestazione di lunghissima durata ha aumentato le ansie maschili sulla capacità di “reggere”. L’ uomo vive una forte contraddizione, deve raggiungere l’orgasmo, completo di eiaculazione, perchè la partner abbia la sensazione di piacergli; ma non deve concludere prima che anche lei sia arrivata al culmine del piacere.

 

Sarà precoce?

Difficile stabilirlo con assoluta precisione. L’eiaculazione precoce si definisce “assoluta” quando avviene entro 15 spinte pelviche, mentre è di tipo “relativo” se la rapidità di lui le impedisce di avere un orgasmo. Le cause? Ci sono soggetti predisposti all’eiaculazione precoce, ipereccitabili in ogni aspetto della vita. Ma possono intervenire fatori esterni, come lo stress, o un’attività sessuale non abbastanza frequente. Qualunque sia la causa esistono terapie efficaci: quella comportamentale di coppia, per esempio, oppure alcune cure farmacologiche. Si può persino ricorrere ad interventi chirurgici come la circoncisione. In effetti sta crescendo il numero di uomini disposti a sottoporsi a un intervento di chirurgia, con lo scopo più che allungare la durata del rapporto, soprattutto di aumentare le dimenioni del pene. Un desiderio segreto che colpisce uomini con dimensioni che, in realtà rientrano nella norma. Il loro problema è soltanto

psicologico: una grande insicurezza. Senza contare che i risultati sono modesti, spesso fallimentari, e che le complicazioni possono portare a tumefazioni, deformazioni e anche all’impotenza.

 

Ma quali sono i punti di “lui” su cui concentrare l’attenzione?

La zona più sensibile è il glande e il frenulo. Le risposte però, variano molto da uomo a uomo. Il glande è ricoperto da una pelle molto sottile e

sensibile: qui si trovano i sensori del piacere. Alla base del pene, sulla faccia anteriore, esiste un punto ipersensibile: la sua stimolazione determina un ritorno di erezione. E anche lo scroto e il perineo rispodono agli sfioramenti. All’inizio meglio agire con tocchi leggeri, con la punta delle dita, oppure con una discreta pressione dell’indice e del pollice chiusi ad anello. La pressione può essere continua o a intervalli, si può esercitare su un punto o con piccoli spostamenti lungo il pene. Stessa cosa con le tenerezze con la bocca:un inizio soft, fatto di piccoli baci, sfioamenti con le labbra, che poi diventa più deciso e profondo. Anche le parole, i complimenti, proprio a “lui”, contribuiscono a provocare reazioni ed emozioni altamente erotiche. Attenzione però: c’è un limite alle carezze.

Se si raggiunge un livello vicinissimo all’orgasmo, e poi si fa marcia indietro, “lui” proverà una senszione sgradevole. Durante l’orgasmo dell’uomo, di solito c’è un mancanza di tempismo da parte della donna:

spesso si ferma troppo presto, non sapendo che l’eiaculazione non finisce con la fine di tutto. In realtà, lui vive ancora qualche secondo di grandissimo piacere. Poi invece subentra una sensazione di netto fastidio, e qualsiasi carezza diventa sgradevole.

 

Il ritmo e le posizioni ok

Durante la penetrazione i ritmi li detta lui, la partner può concentrarsi sulle reazioni che prova, oppure sincronizzarsi sul moimento di lui, ma in questo caso dovrà stare attenta a non provocare un eccessivo aumento dell’eccitazione del compagno che potrebbe condurlo troppo rapidamente all’eiaculazione.

 

Qual’è la posizione migliore?

Le posizioni più favorevoli secondo “lui” sono quelle in cui la donna giace prona e la penetrazione avviene da dietro.

Più che la posizione, vale l’atteggiamento femminile, che deve essere sempre propositivo, senza esagerare (altrimenti lui si spaventa ). Si tratta di sapersi abbandonare , ma anche di mantenere lucidità durante il rapporto.

Una lucidità che, a parole, può dare spazio alla fantasia. Ma guai forzare.

Piano con le fantasie “spinte”. In certi momenti di intimità sono incoraggiate dal partner e possono funzionare da elemento erotizzante. Ma non è escluso che poi, ripensate a freddo, possono avere un effetto-boomerang sul compagno scatenando fantasmi di gelosia. Ci sono ad esempio frasi da non dire mai: sono quelle che tendono ad esaltare esperienze precedenti e innescano una gelosia retrospettiva con effetti deleteri sul rapporto, ma ancor di più sulla vita di coppia.

 

Ma lui puo fingere?

Si anche lui può fingere. Una volta la prerogativa era prettamente femminile. Ma oggi lo fanno spesso anche gli uomini. Dal momento che, per una donna, è difficile percepire se lui è arrivato al piacere finale con l’eiaculazione (la cervice uterina è poco sensibile e il seme ha la stessa temperatura del corpo ), lui può simulare un orgasmo che non c’è stato. In tal modo riesce, con grande sorpresa della partner, ad aggirare il periodo refrattario (quello che impedisce all’uomo di avere un rapporto dopo l’altro ), che segue l’orgasmo maschile. Anzi, può continuare il rapporto, mantenendo un’erezione a dir poco “prodigiosa”. Sotto questo aspetto, dunque, lui è sempre più simile a lei, alle sue ansie. Resta invece ben diverso il dopo, mentre la donna dopo aver fatto l’amore, è dopaminergica, quindi iperattiva, l’uomo è serotoninergico, cioè tende al riposo. Ecco perchè solo raramente e con difficoltà, gli uomini cercano di portare la donna all’orgasmo se loro hanno già provato piacere.

 

La strategia migliore?

Per lui è più rassicurante se lei prova piacere prima. Perchè la donna è in grado di sperimentare sensazioni gradevolissime anche dopo aver avuto l’orgasmo, aspettando quello del partner

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SEI UN VELOCISTA?

Posted by admin on 02 Feb 2008 | Tagged as: eiaculazione precoce

Veloce come il vento. Un fulmine. Complimenti a un centrometista? No, considerazioni sul 24 per cento della popolazione italiana maschile. Ossia, su quanti secondo le statistiche, soffrono o hanno sofferto di eiaculazione precoce. Ma quando un uomo è davvero “precoce”? Secondo i soliti americani, quando si classifica sotto i quattro minuti. Secondo altri quando raggiunge l’eiaculazione entro le quindici spinte pelviche.

 

Quali sono le caratteristiche psicologiche di un velocista?

Difficile generalizzare: dietro ogni caso c’è una storia tutta personale, con vicende di coppia che possono lasciare il segno.

Ma si possono riconoscere 4 tipologie di superveloci:

1)Il pauroso: E’ quello che, probabilmente, ha anche problemi a raggiungere l’erezione, e che teme di non poterla mantenere a lungo. La paura di non funzionare è cosi grande che cerca di concludere molto velocemente per assicurarsi sulla sua potenza sessuale.

2)Il depresso: Può capitare che, superati i 40 anni e con un matrimonio di lunga durata alle spalle, un uomo improvvisamente cominci a soffrire di eiaculazione precoce. Senza apparenti ragioni. In questo caso il disturbo può nascere da un problema profondo, da un conflitto di coppia che si concretizza nel disagio sessuale. Accade che il problema di coppia, complesso, pesante, difficile da individuare e ancora più difficile da risolvere, venga sostituito o meglio, occultato, con un problema fisico.

3)L’incontinente: E’ l’uomo che non percepisce il  momento preparatorio che precede l’eiaculazione, e non può trattenersi. Come i bambini piccoli che non riescono ad individuare il momento in cui scappa la pipì.

4)Il punitivo: Inconsciamente la sua idea fissa è: “il piacere lo prendo io e tu no”. Lei alla fine risulta perdente, perchè non prova piacere, mentre lui, che funziona male, è il vincitore di questa assurda gara.

  

Un problema di coppia

Temuta dagli uomini, vissuta come frustrante dalle donne, che spesso non riescono a trovare le parole e i modi giusti per affrontare il disagio, in realtà l’eiaculazione precoce, a parte casi particolarmente gravi, può essere ben curata e controllata. Soprattutto se lui può contare sull’aiuto della compagna.

 Fino a poco tempo fa, in sessuologia, l’eiaculazione era considerata un problema che riguardava solo il maschio e non la coppia nel suo insieme.

Oggi le patologie le sessuali vengono valutate anche nella relazione con il partner. Quindi l’eiaculazione precoce, sia nella diagnosi sia nella terapia, deve essere affrontata tenendo conto anche della donna. Alla base, per esempio, ci può essere una incompatibilità di fondo che si esprime, da parte di lui, in un rapporto rapido. In altri casi, la situazione sembra ancora più insoddisfacente perchè a una performance maschile molto veloce si va ad aggiungere una lentezza orgasmica femminile. Ancora: una difficoltà di eccitazione da parte di lei, e quindi una scarsa lubrificazione, non farà altro che predisporre lui a raggiungere l’orgasmo e l’eiaculazione più un fretta perchè il pene incontra più attrito e la stimolazione risulterà più forte.

 

Una chance

II primo consiglio, quindi, è affrontare il problema insieme, sapendo che le terapie mediche sessuologiche e in certi casi chirurgiche funzionano davvero. E valutare attentamente il proprio atteggiamento nei confronti del

compagno: le parole, i commenti, le allusioni possono ferire e diventare armi improprie sulla già vaccilante sicurezza di lui. In molte forme di eiaculazione precoce, infatti, la psiche gioca la sua parte ed è importante sapersi comportare il modo corretto.

La donna dovrebbe far capire al compagno, con tono pacato e sicuro, che ci sarà un futuro per lui. Basta un accenno alla “prossima volta” per rassicurarlo che la sua carriera sessuale non si è fermata li. In quel momento infatti, l’uomo si sente svalorizzato e tende a pensare che per lui non ci sarà più un’altra chance. D’altro canto, sottovalutare il problema o banalizzarlo con battute o con l’ironia lo ferisce e gli lascia l’impressione che per lui non ci saranno possibilità riscatto.

 

Il nemico n.1: l’ansia

Ma quali sono le cause principali delle defaillance maschili? Esclusi i casi dovuti a veri e propri deficit organici, l’ansia, la paura e diversi problemi psicologici giocano un ruolo determinante. A vlte un unico fallimento vissuto in modo drammatico può innescare una serie di insuccessi e persino il timore di affrontare altri rapporti sessuali. La paura si manifesta proprio con uno stato di eccitazione psichica, tremore, terrore nnevrotico di non riuscire a portare a termine il rapporto sessuale. Si tratta di “ansia anticipatoria”, scatenata a volte da conflitti inconsi irrisolti, altri da insuccessi precedenti. Ma alla base può esserci anche semplicemente il timore di venire confrontato con il partner precedente della donna. Bisogna infatti, ammettere che una partner molto disinibita e disinvolta, che ha avuto molte esperienze, non è certo un buon aiuto se lui soffre di eiaculazione precoce e quindi parte gia con un insicurezza di fondo. Una donna che infonde sicurezza al suo compagno, che lo sappia mettere a suo dagio e dargli fiducia, rappresenta un grosso aiuto psicologico.

  

Esercizi per due:

Comprensione, pazienza e una grande partecipazione (ma senza calarsi nel ruolo di crocerossine dell’erotismo )rappresentano  il segreto per guarire.

 Ma vediamo come si svolgono gli esercizi:

-Si tratta di partire da zero per arrivare a poco a poco al culmine del rapporto. Gli eserci ripercorrono le varie fasi dell’eccitazione: chi soffre di eiaculazione precoce infatti arriva quasi subito alla fase del non ritorno che lo porta inevitabilmente all’eiaculazione.

-Si comincia partendo da carezze “inesigenti”, cioè fini a se stesse, non indirizzate alla conclusione del rapporto, dove lei assume un ruolo attivo e lui passivo. Lei dovrà accarezzarlo e toccarlo e lui semplicemente “ascoltare” le proprie reazioni segnalando di volta in volta il momento in cui sta per arrivare al punto di non ritorno. In quell’istante lei si fermerà e si riprenderà in un altro rapporto.

-L’obiettivo è arrivare, settimana dopo settimana fino alla coiddetta penetrazione “immobile”, quella cioè in cui lui inserisce il pene in vagina, ma i due partner non si muovono, limitandosi a registrare, a parole e carezze inesigenti, le reciproche sensezioni.

-L’ultima tappa sarà proprio quella in cui la penetrazione è accompagnata anche dalle spinte pelviche di lui e dalla partecipazione attiva di lei. E’

un percorso lungo, ma se lo si segue scrupolosamente si elimina l’ansia e si favorisce un generale rilassamento: lui impara a riconoscere il momento del piacere e, in seguito, a tenerlo sotto controllo con la volontà.

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Eiaculazione, definizione

Posted by admin on 23 Jan 2008 | Tagged as: eiaculazione precoce

L’eiaculazione è l’emissione, attraverso l’uretra, di liquido seminale (sperma) causata dalle contrazioni dei muscoli alla base del pene e dell’epididimo, in seguito al raggiungimento dell’orgasmo. L’eiaculazione dura, generalmente, alcuni secondi ed è influenzata da fattori fisici (durata delle contrazioni, numero e forza), quantitativi (produttività della ghiandola prostatica e delle vesciche spermatiche) e psicologici (percezione del piacere). È solitamente associata a sensazione di estremo piacere in quanto nel corso dell’atto sessuale man mano che si appropinqua il raggiungimento dell’orgasmo si genera nell’uomo una situazione di forte tensione, dovuta appunto alla pressione esercitata dal seme alla base del pene. Al momento dell’orgasmo ripetuti spasmi involontari provocano l’emissione del liquido attraverso l’uretra e la conseguente, immediata sensazione di cessazione improvvisa della tensione e appagamento. L’eiaculazione termina nella fase della detumescenza, in cui i centri nervosi smettono di inviare impulsi all’apparato genitale e il sangue defluisce dai vasi cavernosi (con relativa scomparsa dell’erezione).

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Eiaculazione precoce, definizione

Posted by admin on 23 Jan 2008 | Tagged as: eiaculazione precoce

L’eiaculazione precoce (in latino ejaculatio praecox) consiste nella difficoltà o incapacità da parte dell’uomo nell’esercitare il controllo volontario sull’eiaculazione ed è considerata il disturbo sessuale maschile più diffuso, in quanto affligge il 25%-40% degli uomini (alcune stime parlano di circa 4 milioni di italiani che ne sono affetti).

Secondo Masters & Johnson un uomo soffre di eiaculazione precoce se eiacula prima che il partner raggiunga l’orgasmo in più della metà dei rapporti sessuali. A questa definizione, si sono susseguite altre interpretazioni del fenomeno, che correlano la precocità dell’eiaculazione alla durata del rapporto sessuale, al numero di spinte coitali, alla percezione di controllo sull’eiaculazione, disgiungendo la diagnosi del fenomeno dalla soddisfazione della partner e dalla sua possibilità di raggiungere l’orgasmo (anche perché nelle coppie stabili entrambi i partner possono essere affetti da disturbi della sessualità, che nella donna possono ritardare e/o inibire l’eccitazione o l’orgasmo).

Recentemente secondo i principi dell’Evidence Based Medicine è stato proposto un modello interpretativo focalizzato sul tempo di latenza eiaculatoria intra-vaginale (IELT). Il modello più accreditato è attualmente quello multifattoriale che considera l’interazione tra fattori biologici, psicologici e relazionali con particolare attenzione alla coppia.

Il trattamento elettivo è quello psicosessuologico che consente lo sviluppo di una maggiore competenza nel gestire i tempi dell’orgasmo, ad es. mediante la tecnica dello “stop and go”. I trattamenti medici non offrono invece una soluzione definitiva e prevedono attualmente l’utilizzo di anestetici locali o l’assunzione di psicofarmaci (in particolare SSRI) che hanno, tra gli effetti collaterali, quello di ritardare l’orgasmo.

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